Multe, pedaggi e rimborsi fiscali falsi via SMS o email
Usano il nome di un ente o di un’azienda nota: una multa non pagata, un pedaggio in sospeso o, al contrario, un rimborso fiscale a tuo favore.
C’è sempre un link per pagare o per «completare la procedura». La pagina copia la grafica ufficiale e si tiene i dati della tua carta.
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Esempi di messaggi reali
Agenzia delle Entrate: risulta a suo favore un rimborso IRPEF 2025. Per riceverlo completi la procedura di verifica: [link]
PagoPA: risulta una multa stradale non pagata a suo nome. Verifichi la contravvenzione inserendo la targa del veicolo: [link]. Sanzione ridotta se pagata entro 5 giorni.
Telepass: risulta un pedaggio non pagato. Regolarizza entro 24 ore per evitare ulteriori addebiti: [link]
I segnali per riconoscerla
- Il messaggio arriva via SMS, WhatsApp o email con un link per pagare o incassare.
- Ti danno una scadenza molto breve o minacciano more e sanzioni.
- Ti chiedono i dati della carta per «ricevere» un rimborso.
- L’indirizzo del link non è quello dell’ente (i siti delle amministrazioni finiscono in .gov.it).
Cosa fare
- Non aprire il link.
- Se pensi di avere una multa o un rimborso, entra nel sito ufficiale scrivendo l’indirizzo a mano, oppure chiedi allo sportello.
- Per ricevere un rimborso non serve mai inserire i dati della carta.
Se hai già risposto o pagato
- Se hai inserito i dati della carta, chiama la banca al numero della carta e chiedi di bloccarla.
- Controlla i movimenti e contesta quelli che non riconosci.
- Fai denuncia alla Polizia Postale con uno screenshot del messaggio.